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La bomba all'Hotel Diana scoppiò di sera, alle ventidue e quaranta del 23 marzo 1921. Sono passati cento anni e (quasi) nessuno ricorda. Il boato fu udito in tutta la città, il mattino dopo i milanesi lessero sul Corriere della Sera la conferma «della sensazione di sciagura subito diffusa al momento dello scoppio»: ventun morti - il quotidiano inizialmente titolava quindici -, ottanta feriti. Più vittime che nella strage di piazza Fontana, dove perirono 17 innocenti. Eppure dell'attentato del Diana, nella memoria della città non è rimasta traccia.
La Biblioteca Sormani ha deciso di non dimenticare il centenario. Nella sua collana di editoria civica «Gli eBook della Sormani» (una trentina di titoli, libri fuori dal mercato di autori milanesi o con Milano al centro della trama), ha inserito il saggio «Mazurka blu: la strage del Diana» di Vincenzo Mantovani, che ricostruisce la storia della bomba all'albergo di Porta Venezia.
